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giovedì 5 gennaio 2017

Step 22: Il colore nell'architettura

Contro ogni aspettativa, il colore nero è ed è stato utilizzato nell’architettura di ogni epoca e cultura.

Partendo dai giorni nostri, un edificio molto particolare in cui possiamo ammirare il colore nero è la “Piano House”, inaugurata nel 2007 e progettata dai designer dell’ università della tecnologia di Hefei. Si trova nella città cinese di Huainan ed ospita eventi di ogni tipo, dai meeting aziendali alle cerimonie, fungendo anche da scuola di musica (infatti al suo interno si possono trovare tutti gli strumenti musicali esistenti). È architettonicamente costituita da due strumenti musicali: la parte principale è un enorme pianoforte nero lucido realizzato in scala 50:1, le cui coda e testiera sono collegate da un gigantesco violino di vetro trasparente all’interno del quale sono situate le scale. È particolarmente suggestiva la vista notturna dell’edificio, illuminato da luci colorate, che rappresenta un tributo non solo al mondo della musica ma alla bellezza in sé.



Un altro edificio in cui il nero funge da protagonista è la Biblioteca Reale di Copenhagen, in Danimarca. Fondata dal re Federico III, la biblioteca è costituita da due edifici: la sede principale nell’Isola del Castello, realizzata nel 1906, e la moderna struttura progettata negli anni ’90 dagli architetti Schmidt Hammer & Lassen. Quest’ultima è denominata “Diamante nero” perché realizzata in granito nero dello Zimbabwe e vetro affumicato, caratteristiche che gli consentono di cambiare colore durante le ore del giorno a seconda dell’intensità della luce che arriva sulla superficie. All’interno vi è un enorme atrio di otto piani, che favorisce l’ingresso della luce nello spazio interno, completamente bianco. 

Spostandoci di qualche latitudine e cambiando completamente cultura, troviamo in Arabia Saudita la Ka‘ba (dall’ arabo “cubo” o “dado”), situata al centro della Sacra Moschea all’interno della Mecca e ritenuta il luogo di culto più sacro dell’Islam. E’ di colore nero perché rivestito dalla kiswa, un tessuto di broccato di seta nera intessuto da lamine d’oro che riproducono versetti del Corano. All’angolo destro della Ka‘ba è incastonata la Pietra Nera, che i fedeli baciano rapidamente durante il loro pellegrinaggio.




Sappiamo con certezza che il nero veniva utilizzato in campo architettonico anche presso gli antichi romani, come riportato da Marco Vitruvio Pollone nel suo trattato “De Architectura”. In particolare nel settimo libro tratta l’utilizzo dei colori come rivestimento (intonaci o pavimenti) negli edifici privati.
Troviamo riferimenti al colore nero nel capitolo 10:
Veniamo ora a quelle sostanze che attraverso particolari processi di lavorazione acquistano da altre le caratteristiche coloranti; e innanzitutto parliamo del nerofumo che è di largo impiego e molto utile nelle costruzioni, affinché si vengano a conoscere le tecniche e il procedimento per poterlo ottenere.
Si costruisca una stanza simile a un laconico, ben definita a stucco marmoreo e ben levigata. Davanti ad essa si disponga una piccola fornace con degli sfiati che diano nel laconico e dopo avervi introdotta della resina si chiuda con cura la bocca del forno perché la fiamma non si disperda all’esterno. Il calore del fuoco farà sì che questa liberi attraverso gli sfiati che danno nel laconico una fuliggine che si andrà a depositare sulle pareti e sulla volta della stanza. Raccolta poi questa fuliggine in parte verrà impiegata per produrre inchiostro dopo averla impastata con gomma e in parte verrà utilizzata per la decorazione delle pareti mescolandola con la colla.
Per non ritardare i lavori in mancanza del nerofumo si può ricorrere a questa alternativa: si brucino dei sarmenti di vite o delle schegge di legno resinoso, e quando si sarà formata la brace, la si spenga e la si frantumi mescolandola con la colla; si otterrà così un colore tutt’altro che disprezzabile per l’impiego negli intonaci. Lo stesso lo si può ottenere facendo seccare e cuocere nella fornace la feccia del vino da mescolarsi poi con la colla e quindi da utilizzare sfruttando le sue tonalità di nero particolarmente gradevoli; anzi, quanto migliore sarà la qualità del vino, tanto più lo sarà la tonalità del colore, più vicino all’indaco che al nero.



mercoledì 28 dicembre 2016

Step 19: Inside out: dentro al colore nero

Salve, mi presento: sono il colore Nero.
Posso essere considerato il “padre” di tutti gli altri colori: prima che fosse creata la luce, io pervadevo ogni cosa; prima di tutti gli altri colori, l’unico ad essere stampato in riviste, giornali e fotografie, o ritratto nei film, ero io (talvolta accompagnato dal mio collega bianco).
Datato è anche il mio impiego: presso gli antichi Egizi ero ancora ben considerato, perché associato al colore della terra fertile e quindi della rinascita (in contrapposizione al rosso della terra arida); nell’antica Grecia ho cominciato ad essere associato al mondo degli inferi: l’Ade, circondato dall’Acheronte, fiume dalle acque scure e fangose, e i mostri che lo popolano, come Cerbero e l’Idra di Lerna. I romani mi indossavano durante i funerali, e mi utilizzavano per indicare ciò che è sporco, brutto o cattivo; dal Medioevo la mia definitiva condanna: animali portasfortuna come corvi e gatti neri, le streghe e il diavolo, e mi indossavano pure gli ecclesiastici addetti all’inquisizione. Ero considerato talmente malvagio da essere adoperato per indicare la gravità di una malattia, la “Peste Nera”.
Dipinto e cantato come il colore della perdita e dell’oblio, il mio riscatto è presto arrivato: simboleggio l’ignoto, non più con terrore, ma con un fascino tutto nuovo. Sono indefinito, e pertanto tu per primo e tutti gli altri potete vedermi come vi pare; non vi impongo di sorridere ed essere gioiosi come il giallo, pacati e riflessivi come i colori chiari, o passionali come il rosso, semplicemente aspetto che mi interpretiate in maniera positiva o negativa, a seconda del vostro umore.
Nel tempo sono diventato molto famoso, tanto da avermi dedicato generi letterari e cinematografici; sono un colore molto deciso e forse pecco di presunzione affermando di essere indispensabile: sono il male senza il quale non potreste apprezzare il bene, e analogamente, l’oscurità senza la quale non potreste vedere le stelle.




martedì 15 novembre 2016

Step 2: Black all over the world!

La parola néro viene dall’aggettivo latino nĭger,-gra,-grum, utilizzato con lo stesso significato. Nella lingua italiana trova ampio uso in diversi contesti, ad esempio nel linguaggio scientifico indica quel corpo che assorbe interamente la radiazione luminosa che lo investe; nel linguaggio comune esprime una qualità degli oggetti o degli individui dalla pelle scura; oppure è protagonista di molte espressioni (ad esempio “nero come il carbone” o “nero come la notte”) e modi di dire (come “non distinguere il bianco dal nero”,“mettere nero su bianco” o “lavoro in nero”).
Non solo in italiano, ma anche in altre lingue il termine nero è protagonista di espressioni della lingua parlata: in inglese (black) sono molto diffusi i modi di dire “The pot calling the kettle black” (l’equivalente del nostro “Da quale pulpito viene la predica”), o il recentissimo “… is the new black”, modo di dire associato alla moda che indica come qualcosa sia particolarmente in voga in quel momento. Ma anche nella lontana cultura cinese l’espressione 黑心 (hēi xīncháng)” indica una persona dal “cuore nero”, ovvero senza coscienza o senza cuore.

Vediamo adesso le varie traduzioni del nero nelle altre lingue!

  • Italiano nero
  • Inglese black
  • Francese noir
  • Tedesco schwarz
  • Spagnolo negro
  • Latino nigrum
  • Greco μαύρος (mávros)
  • Ceco černá
  • Cinese (Hēi)
  • Danese sort
  • Giapponese ブラック(Burakku)
  • Hindi काला (Kaala)
  • Islandese svart
  • Russo черный (chernyy)
  • Serbo црн (Crn)
  • Polacco czarny
  • Ungherese fekete
  • Arabo أسود (‘asud)